Pedalare con il caldo torrido

Con il grande caldo praticare il ciclismo non è facile. Si suda molto e l’impressione è di pedalare all’interno di un forno. La pratica del ciclismo, come ogni disciplina sportiva, innalza la temperatura corporea e ovviamente nelle giornate più calde questo riscaldamento diventa ancora più fastidioso. Il ciclismo, sia esso su strada o mountain bike, si pratica all’aperto dove si è in balìa degli eventi metereologici. Fino ad oggi l’estate si è fatta sentire in modo prorompente e per praticare il ciclismo con successo bisogna riuscire a sopperire ai fastidi e difficoltà provocati dal grande caldo.

L’ecosistema corpo umano è un sistema perfetto dove la termoregolazione gioca un ruolo importante. La sudorazione è uno dei metodi più importanti che il corpo umano ha per combattere l’innalzamento della temperatura corporea. Questo però ha anche i suoi effetti collaterali, come la perdita di importanti sali minerali e soprattutto di acqua. Ricordiamoci che il nostro corpo è fatto per oltre il 70 per cento da acqua e questo equilibrio deve rimanere il più invariato possibile. Dunque bere tanta acqua è il primo rimedio per combattere il caldo perché permette un sano ricambio di liquidi all’interno del nostro corpo. Inoltre la mancanza di acqua conduce il nostro corpo a uno stato di acidosi che rende difficoltose tutte le attività fisiche, visto che le funzioni di ossigenazione dei muscoli sono ostacolate.

L’integrazione di sali minerali va eseguita ma con cautela visto che ne vengono espulsi ma ricordiamoci che anche l’acqua contiene una serie di importanti minerali che vanno già a coprire parte del fabbisogno.

Per gli allenamenti poi bisognerebbe scegliere le ore più fresche della giornata dove l’attività può essere svolta a temperature più vicine a quelle normali.

In corsa e in allenamento l’ideale è bere una borraccia ogni 30 minuti e a piccoli sorsi in modo da non appesantire troppo lo stomaco e non ostacolare la respirazione.

Rubens Bertogliati

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